I nuovi comportamenti di acquisto dei panificati

I nuovi comportamenti di acquisto dei panificati

I panificati in GDO: come la pandemia ha modificato le abitudini nei comportamenti di acquisto

 

La pandemia ha inevitabilmente modificato i comportamenti di acquisto dei consumatori italiani: i timori di contagio, soprattutto nella prima parte dell’anno hanno condizionato le scelte di consumo e le principali categorie che ne hanno risentito sono state quelle dei freschi a banco servito. I consumatori hanno frequentato meno i supermercati ed hanno incrementato il valore della spesa, tecnicamente si è avuta una diminuzione della numerica degli scontrini ed un incremento della battuta media. A cascata i consumatori hanno in parte dirottato le loro preferenze verso prodotti meno freschi, con un periodo di vita più lungo.

 

Nel mondo dei panificati è accaduto lo stesso: i consumatori hanno, per un periodo, diminuito gli acquisti verso il banco servito (pane e pasticceria) ed incrementato quelli secchi o freschi da frigo. Quando si analizza una categoria, nella fattispecie il bakery salato, bisogna partire “dai bisogni del consumatore”, e quindi il bisogno è “il pane”. Le sue opzioni sono il pane e pasticceria freschi del banco servito a peso variabile, i prodotti secchi a peso imposto, ed anche quelli surgelati. Questa è l’offerta.

 

Sino allo scorso febbraio il settore freschissimi del pane e pasticceria, produceva il 67% del fatturato a fronte dei sostitutivi del pane che producevano il 33%. Negli ultimi due anni, da gennaio 2019 a gennaio 2021 l’andamento dei panificati freschi è stato caratterizzato da incrementi interessanti fino alla fine dello scorso febbraio. Dal lockdown in avanti c’è stato invece un crollo sino a maggio, seguito da una ripresa costante sino al mese di gennaio 2021, momento in cui il segno “+” ha ripreso consistenza.

 

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(Direttore Editoriale – GDO News)

 

Negli ultimi tre anni anche il settore dei sostitutivi del pane è sempre stato in crescita, ed un segmento su tutti ha realizzato una forte progressione: quello delle specialità regionali. Ebbene il tonfo delle vendite dei panificati freschi da marzo in avanti ha coinciso con una forte crescita dei panini morbidi, a conferma di un incremento dei consumi dei prodotti a lunga conservazione.

 

E’ una categoria importante quella dei sostitutivi del pane, vale circa 1,5 miliardi di euro in GDO (esclusi i discount), ed è curioso notare come oltre il 70% del fatturato sia stato prodotto dal canale ipermercati, intesi come quelle strutture oltre i 2.500 mq, quindi inclusi i superstore. Eppure la GDO italiana è così suddivisa: il 54% del fatturato è prodotto dal canale supermercati, il 33% dagli ipermercati (e superstore) ed il 13% dal Libero servizio. Perché, allora, le vendite dei sostitutivi del pane sono date al 72% dagli ipermercati? E perché solo il 13% dalle vendite dei supermercati?

 

In definitiva le caratteristiche della categoria sostitutivi del pane si possono riassumere in tre:

  • Esprime la maggior parte del fatturato nei formati di grandi dimensioni.
  • È in incremento continuo dal 2017 e le specialità regionali assumono un ruolo sempre più centrale delle vendite.
  • La pressione promozionale è intorno al 18,1%, è quindi bassa.

Il mass market retail trova un respiro in termini di marginalità in questa categoria ma è necessaria una maggior collaborazione tra industria e retail nell’evoluzione del comparto avendo chiari due concetti: le necessità del consumatore e le strategie del retail.

 

 

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