Cofco: il gigante cinese dell’impotazione vede un grande futuro per il food made in Italy

Cofco: il gigante cinese dell’impotazione vede un grande futuro per il food made in Italy

Cofco Food Import fondata nel 1949, è una delle più importanti aziende di produzione e commercializzazione di alimenti in Cina, riuscendo a gestire da sola più di 100 milioni di materie prime che producono ricavi che superano i 31 miliardi di euro.

Un’azienda fortemente ancorata alla sua terra d’origine, ma che riesce a competere globalmente con gli altri mercati, come certificato dalla rivista statunitense Fortune, che la classifica nella top five delle 500 imprese più rilevanti a livello mondiale.

Riguardo ai prodotti per la prima colazione, fulcro fondamentale del workshop di Cibus Lab del 26 Gennaio, essi risultano essere molto importanti in Cina ed anche per quest’azienda, ma in modalità diverse da quelle europee, dove il principale consumo non è rivolto solo alla prima colazione, ma anche ad altri momenti della giornata come semplice snack.

Come negli altri mercati a livello sia europeo che mondiale, anche questa nazione sta seguendo la strada dei prodotti biologici e naturali, presentando tuttavia alcuni accorgimenti particolari che creano normative verso cui un possibile paese esportatore si deve adeguare.

I prodotti Bio in Cina, presentano infatti una particolarità rilevante nel mercato, per essere accettati devono possedere la Certificazione biologica cinese, in quanto quella europea non risulta valida per i loro standard.

 

GUARDA L’INTERVENTO DI IRIS LEE
(Global Purchase Director – Cofco Food Import)

 

Sotto attento controllo anche i prodotti IGP, verso cui non si può parlare di un andamento generale, in quanto la Cina, essendo un paese con una superficie molto vasta, presenta notevoli differenze di consumo tra territori e territori.

Riportando lo stesso esempio proposto da Iris Lee nel corso dell’intervista, se prendiamo come modello il Prosciutto di Parma, molto conosciuto anche in Cina, noteremmo che i consumi nei confronti di questo prodotto saranno maggiori nel nord del paese, piuttosto che al sud, più abituato a consumare alimenti cotti.

Proprio per questa particolarità, i prodotti italiani riuscirebbero tranquillamente ad entrare in questo interessante e vasto mercato, adeguandosi ad alcune norme con estrema serietà.

Regole principalmente legate al packaging e alla conservazione degli alimenti, in quanto per evidenti ragioni logistiche, trovano maggiore spazio in questo mercato prodotti che presentano una scadenza sopra i 12 mesi, all’interno di confezioni che resistono agli urti a cui sono sottoposti durante il trasporto.

In ultimo dovremmo trovare un compromesso tra costo e quantità effettiva dei prodotti, oltre che effettivamente di essere in grado di soddisfare un gusto e un’abitudine al consumo così diversa dalla nostra cultura come quella orientale.

 

 

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