Aperitivo o… poveritivo? Evoluzione di un rito sociale
Complice una sempre maggiore attenzione a temi della sostenibilità e dell’autenticità, il rito che anticipa il pranzo o la cena abbinando bevanda, cibo e convivialità si sta trasformando, recuperando la sua vocazione popolare con le nuove generazioni. Ecco allora che, dalla terrazza esclusiva con vista panoramica sulla city, dove vengono serviti costosi cocktail e ricercato finger food, l’aperitivo comincia a riconquistare le periferie e tornare verso i luoghi che lo avevano portato alla ribalta: bar di quartiere, circoli ed enoteche dove prolifera il gusto della semplicità. Il nuovo (e vecchio) trend coinvolge sia la parte food che beverage, tra bicchieri di vino locale e sostanziose preparazioni caserecce all’insegna dell’italianità più pura. Possiamo chiamarla “riscossa del poveritivo”, ovvero dell’aperitivo sotto i dieci euro?
La crisi del canale Ho.Re.Ca. & Bar
Coniato a Milano nella primavera del 2024 da un gruppo di amici che hanno cominciato a segnalare per gioco, attraverso i social network, dove fare l’aperitivo a prezzi contenuti, il termine leggero e ironico di “poveritivo” in realtà nasconde un riflesso economico e sociale significativo, legato a uno snodo cruciale del canale Ho.Re.Ca. & Bar, che manifesta segni di “stanchezza” e sofferenza soprattutto in questo particolare momento di consumo.
Il rito di socialità dalle origini antiche e che sembra aver raggiunto l’apice del successo tra la fine del XX secolo e l’inizio del nuovo millennio, come riassume la nostalgica formula della “Milano da bere”, è profondamente cambiato nell’immaginario della Generazione Z per diverse ragioni, che vanno dall’impennata storica dei prezzi delle consumazioni a un’offerta abbinata di finger food sempre più esigua ed economica per gli esercenti, ma non per i clienti che si trovano davanti a un conto salato e spesso non congruo; a ciò si aggiungono una scarsa attenzione del settore ai driver di spesa che muovono la Z-Gen (salubrità, trend alimentari free from e rich in, per citarne solo alcuni), l’allontanamento dei più giovani dal vino (ancora oggi il prodotto alcolico più consumato in Italia nell’aperitivo, secondo le rilevazioni ISTAT) e l’avvicinamento alla mixology di qualità, oltre al problema della riduzione del potere d’acquisto, che rende indispensabile il taglio delle spese non essenziali e la ricerca di alternative più economiche.
La soluzione? Innovare e intercettare i trend emergenti
Secondo un’indagine condotta da TradeLab sul Fuori casa in Italia, le uscite per l’aperitivo sono diminuite del 3,1% nella prima parte del 2025 (gennaio-maggio) rispetto allo stesso periodo del 2024. Soprattutto la prima parte dell’anno è stata molto difficile a causa della nuova normativa su consumo di alcol e guida, per altri fattori di incertezza economica e per la risalita dell’inflazione.
Il rinnovamento dell’aperitivo passa così attraverso il modo in cui le aziende sapranno innovarsi per capire i desideri e le necessità dei giovani. Se da un lato vino e birra tendono a diventare meno attrattivi, anche sul fronte Food l’invito è a guardare avanti in modo consapevole. A TUTTOFOOD 2025, per esempio, sono state presentate diverse referenze finger food che potrebbero modificare il rito dell’aperitivo e renderlo attrattivo per i più giovani. Una possibile chiave è l’ibridazione con il concetto di snack tanto caro alla Z-Gen: tra le proposte più intriganti, barrette di Bresaola della Valtellina con Parmigiano Reggiano DOP da 20g (con 11g di proteine e solo 58 calorie) e chips di carne curata (alternative proteiche alle patatine).
Il rito dell’aperitivo, dunque, si evolve nel tempo. Oggi assistiamo a un nuovo cambiamento, che torna a mettere al centro la convivialità e il consumo sostenibile, l’attenzione ai trend salutistici e green, il ritorno all’autenticità.
