L’offerta dei prodotti alimentari Made in Italy nella GDO

Convegni e seminari nella terza giornata di CIBUS 2018

Parma, 9 maggio 2018 – Il giro d’affari dell’industria food&beverage vale oltre 130 miliardi di Euro e coinvolge più di 465.000 occupati nell’attività di 56.000 imprese, generando il più elevato valore aggiunto tra tutti i settori del manifatturiero italiano, pari al 72% delle altre 3A (arredamento, abbigliamento, automotive).

Questi dati sono stati presentati oggi da The European House Ambrosetti nel corso di una tavola rotonda durante la terza giornata di Cibus. La qualità elevata dei prodotti italiani li rende attrattivi itutto il mondo, ma sarà importante attrarre capitali e talenti per competere sui mercati globali.

I prodotti alimentari delle 56.000 imprese italiane sono distribuiti dalle grandi catene con risultati economico finanziari analizzati nel corso del convegno di RetailWatch “Come i modelli, i posizionamenti delle insegne e la soddisfazione dei clienti determinano i risultati finanziari della GDO italiani”.

L’indagine ha analizzato nove delle maggiori insegne operanti in Italia, rilevando anche gli indici di fedeltà da parte dei consumatori.

L’eccesso di scelta provoca nei consumatori confusione, ansia e incertezza, di qui l’ipotesi di asciugare l’assortimento di categoria. Questa eventuale opportunità è stata presentata oggi a Cibus nel corso del convegno organizzato dall’Università di Parma e IPSOS “In Store Marketing: la Via Sperimentale”.

L’impatto dell’eccesso di scelta è stato misurato utilizzando una tecnologia (l’eye tracking) ed un contesto (un supermercato sperimentale) mai utilizzati prima a questo scopo.

Altra tematica dibattuta nella terza giornata di Cibus è la nuova regolamentazione americana che regola le importazioni di cibo dall’Italia (FSMA-Food Safety Modernization Act), analizzata nel corso del convegno “FSMA: Opportunità e sfide per l’industria alimentare”, organizzato da Tecnoalimenti.

“Le aziende italiane virtuose non considerano l’FSMA come una sfida ed erano già pronte a questa legislazione, quindi ben vengano le restrizioni che impongono una selezione sulla qualità”, ha dichiarato Armando De Nigris, Presidente del Consorzio Tradizione Italiana.

Aumentano quantità e qualità dei consumi alimentari nelle navi da crociera, considerati i quasi 27 milioni di passeggeri che le frequentano, secondo l’analisi del CLIA (Cruise Lines International Association), presentati oggi a Cibus. Il gruppo Carnival, che annovera tra i suoi brand anche Costa e Princess, ha sottolineato che per il food&beverage il Gruppo spende ogni anno oltre 1 miliardo di dollari. Per fare qualche esempio, vengono spesi in un anno 100 milioni di dollari in bottiglie d’acqua minerali, 36 milioni in gamberi e 225 milioni di uova. Si tratta di un mercato in grande espansione che vede crescere a bordo la richiesta di Made in Italy ma non sempre le imprese italiane dell’agri food sono attrezzate per riuscire a fornire i grandi volumi richiesti.

Cibus è la fiera dell’alimentare italiano, ma ospita anche alcune aziende straniere. Per esempio, nell’area “International Gourmet Taste” sono presenti aziende che espongono prodotti tipici food & beverage di alta qualità, provenienti da Stati Uniti, Brasile, Russia, Medio Oriente, Giappone ed Europa. Particolarmente rappresentativa la presenza spagnola tra gli stand con 18 aziende espositrici.

Confagricoltura ha tenuto oggi un convegno sui prodotti innovativi e il dialogo con la distribuzione moderna e un seminario su come migliorare i rapporti tra agricoltori e industriali in maniera da arrivare a soluzioni di mutuo vantaggio per affrontare al meglio le sfide del mercato.

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