Il mercato della carne in Italia durante il lockdown e la fase 2

Focus IRI: +6,2% le vendite di carne a peso imposto nei primi mesi del 2020

Per comprendere quale impatto abbia avuto l’emergenza Covid-19 sul mercato della carne, è necessario analizzare il suo andamento dall’anno precedente. IRI ha realizzato per Cibus un nuovo approfondimento su un comparto che rappresenta, all’interno del mondo alimentare nel suo complesso, il principale mercato per giro d’affari: nel 2019 la Carne ha raggiunto solo nei canali Ipermercati e Supermercati un fatturato di 5,8 miliardi di euro, per un totale di 685 tonnellate vendute. Seguono per importanza il mercato dei Formaggi (4,6 mld e 455 tonnellate) e quello dei Salumi (3,8 mld e 217 tonnellate).

Lo studio ha rilevato un trend in leggero calo nel 2019, affiancato a un lieve aumento dei prezzi. Il consumatore ha mostrato di preferire generalmente i prodotti elaborati (es. cotolette, hamburger, salsicce ecc.) a quelli freschi. “Si è assito inoltre – si legge nel focus IRI – ad un ritorno alla crescita delle vendite delle carni rosse (carni bovine) che negli ultimi anni avevano subito dei forti cali”.

Nel 2020, nell’ambito del Largo Cosumo Confezionato che ha registrato un aumento delle vendite del +9,1%, “i prodotti a Peso Variabile hanno subito un arretramento, mostrando crescite decisamente più ridotte (+1,3%)”. Quali sono le ragioni di questo divario? I consumatori “hanno preferito non acquistare all’interno di alcuni reparti del mondo del Peso Variabile (es. Panetteria e Gastronomia)” evitando alcune zone all’interno dei singoli punti di vendita, come i banchi assistiti, “sia perchè le stesse erano chiuse durante la «fase 1» dell’emergenza sanitaria da Covid-19, sia per ragioni legate alla volontà di acquistare prodotti già confezionati e fare la spesa nel tempo più breve possibile, non fermandosi quindi per mettersi in coda e aspettare il proprio turno”.
Hanno avuto successo invece le carni a peso imposto: “Il dato del 2020 aggiornato al 31 Maggio mostra una crescita di +6,2 punti percentuali: le carni, rispetto ai salumi sono state meno impattate dalla mancata presenza dei banchi assistiti, essendo prodotti maggiormente acquistati tramite la modalità Take Away”.

Altro dato interessante, durante la prima fase dell’emergenza è stata privilegiata la Distribuzione Moderna, mentre nella fase 2 “è stato possibile ricominciare a rifornirsi presso i negozi specializzati e di conseguenza si è assisito al riassestamento dei trend di vendita nella Distribuzione Moderna verso crescite più contenute”.

In collaborazione con Cibus 2020, IRI propone ogni mese agli operatori della Community Food & Beverage italiana e internazionale una lettura dei trend e approfondimenti dedicati al tema Food Beverage & Grocery Retail.

Leggi il report IRI completo sul mercato della Carne

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